Musica

Consigli musicali: gli album di ottobre 2018

Consigli musicali: gli album di ottobre 2018

Ottobre si è appena concluso, e ha visto la pubblicazione di diversi album molto attesi e molto interessanti. Sono usciti gli album di Elisa, Subsonica, i box set di R.E.M. e David Bowie, l’attesissima colonna sonora di A star is born che vede Lady gagà in veste di attrice protagonista, e al tuo ancora! Abbiamo selezionato per voi queste e altre uscite discografiche, scelte tra le più interessanti del mese di ottobre. Buona lettura, e buon ascolto!

Subsonica
8

Sony Music
Dopo l’album “Una nave in una foresta” pubblicato nel 2014, e i progetti paralleli che da tempo intraprendono i diversi membri della band, esce “8” che, non a caso, è l’ottavo album dei Subsonica. Sebbene il gruppo torinese sia negli anni sempre rimasto fedele al suo concetto musicale e al suo stile, questo lavoro in particolare ritrova quel lessico musicale caratteristico del disco di maggior successo: “Microchip emozionale”. Proprio i Subsonica hanno detto in una intervista che “Se Microchip emozionale uscisse oggi, probabilmente avrebbe sonorità come queste”.
Ma 8 non rappresenta solo un mero sguardo verso quegli anni, diventa piuttosto la ripresa di quel discorso, affrontato con la consapevolezza, l’attualità, l’esperienza e un linguaggio musicale attuali. 8 è assolutamente contemporaneo, elettronico, trasversale, e incrociando diversi stili musicali fotografa 11 istantanee sul mondo, fotografie dal cui substrato emergono i testi e la musica dei Subsonica. 8 è anche un disco un po’ controcorrente: in una era che richiede, nel panorama musicale mainstream, immediata commercialità, i Subsonica scelgono di pubblicare un album che non assottiglia, ma anzi incrementa, il loro spessore musicale. Bravi.
R.E.M.
AT THE BBC

R.E.M. Athens L.L.C. / Craft Rec
I R.E.M. si sono sciolti (purtroppo) nel 2011, ma da allora la band ha pubblicato piuttosto regolarmente diverso materiale, tra raccolte, live, e versioni inedite o rare dei suoi brani. In particolare, questo “At the BBC” raccoglie le performance per l’emittente radiofonica e televisiva, e tra le 100 tracce del cofanetto sono presenti tutti i successi della band, più una grande quantità di materiale finora molto raro da reperire.
Nella versione completa del box, oltre ai dischi audio, è presente un dvd che raccoglie i video delle performance, mentre nella versione ridotta sono presenti due cd che raccoglie una selezione delle canzoni.
Che siate fan o ammiratori dei R.E.M., questa è un’ottima occasione per ripercorrere la carriera della band di Athens, e riscoprire tutti i gioielli musicali di uno dei gruppi più importanti ed influenti del panorama rock internazionale degli ultimi 50 anni.
Elisa
DIARI APERTI

Island Records / Universal Music Italia Srl
Il nuovo album di Elisa rappresenta uno dei capitoli più importanti nel percorso artistico della cantautrice friulana. Sono diversi i fattori che rendono questo “Diari aperti” un lavoro particolarmente atteso: è il primo disco pubblicato per la Universal, dopo il lunghissimo sodalizio con la Sugar Records, il secondo in assoluto cantato interamente in italiano, e oltre a seguire le lunghe celebrazioni per il ventennale della carriera di Elisa, viene concepito durante un periodo di riflessioni e scelte artistiche importanti. E così Elisa sceglie di spogliare la propria musica dei fasti degli anni recenti, e di tornare a un’essenzialità dominata da arrangiamenti eleganti e sonorità malinconiche, seppur ancora pop. La cantautrice firma i brani coadiuvata da artisti come Calcutta, Federica Abbate e Dario Faini, e duetta con Francesco De Gregori in una perla preziosissima chiamata “Quelli che restano” che da sola vale l’intero album. Elisa riparte da qui, riprendendo il filo del suo discorso artistico dove lo aveva lasciato anni fa. Chissà dove si dirigerà stavolta, sicuramente in musiche piene di emozioni.
Neneh Cherry
BROKEN POLITICS

Smalltown Supersound
Neneh Cherry è un’artista davvero autentica, ha avuto il coraggio di mutare stile cavalcando generi musicali diversissimi tra loro, innovato sonorità e collaborando con musicisti lontani dal mainstream. Nel 2014, a ben 18 anni dall’ultimo album pubblicato a suo nome (“Man”, che contiene la celebre “7 seconds”), Neneh torna sulle scene musicali con un album capolavoro: quel “Blank project” che aveva elettrizzato la critica musicale e stregato il pubblico con suoni elettronici ruvidissimi e asciutti prodotti da Four Tet, e tematiche molto sofferte. Ora esce “Broken politics” che, come suggerisce il titolo, prende spunto da temi di attualità per affrontare tematiche sociali spigolose in contrasto con sonorità più morbide rispetto al passato recente. Elettronica sì, ma amalgamata a suoni etnici, fiati, folk, jazz, in un mantra musicale ora carezzevole, ora energico prodotto ancora dal fidato Four Tet. Due esempi di questi due aspetti sono il meraviglioso primo singolo “Kong” che ricorda certi brani dei Massive Attack (infatti, per questo brano, in cabina di produzione c’è anche 3D della famosa band trip-hop), e il brano “Natural skin deep”, con un groove sincopato e un arrangiamento che suona persino le sirene rave. “Broken politics” è arte musicale intensa, vera, vivida, delicata e dura, è l’arte di una talentuosissima Neneh Cherry, senza barriere culturali, senza barriere sonore.
KT Tunstall
WAX

KT Tunstall / Rostrun Records
Secondo capitolo di una trilogia iniziata due anni fa con “KIN”, “WAX” è di fatto il sesto album della cantautrice scozzese. Il nuovo lavoro di KT Tunstall è una perfetta sintesi di grande maestria musicale e spirito ancora vivido di ricerca e sperimentazione sonora tra le pieghe del pop-rock, con la volontà di trovare, attraverso l’utilizzo di strumenti inconsueti in questo stile musicale, un gusto di contaminazione tra generi. “WAX” è un disco consapevole, deciso, focalizzato, e mostra una trama più complessa rispetto al precedente album. In attesa di conoscere il terzo e finale capitolo della trilogia iniziata con “KIN” e proseguita con questo album, si può affermare che questo nuovo lavoro rappresenta in qualche modo ciò che ci si aspetterebbe dalla Tunstall che conosciamo, senza stravolgimenti, ma anche con quelle certezze che fanno della musica della cantautrice un esempio di qualità, un porto sicuro del panorama musicale internazionale.
David Bowie
LOVING THE ALIEN

Parlophone / Warner Music
La carriera musicale di David Bowie è tra le più eterogenee che si possano trovare nel panorama internazionale, tanto che i fan del Duca Bianco possono tranquillamente individuare nel percorso artistico del musicista distinte fasi stilistiche. A una di queste, e per la precisione una delle più controverse, è dedicato questo mastodontico box (11 dischi!): “Loving the alien1983-1988” ripercorre infatti gli anni EMI di David Bowie, quei famigerati anni ‘80 durante i quali egli cerca una commercialità e immediatezza “pop” sfociata prima con il super-singolo “Let’s dance”, poi con l’album “Never let me down”, forse il suo più discusso e criticato della carriera. Lo stesso Bowie dirà in seguito che avrebbe voluto reincidere completamente quell’album. Commenti critici a parte, gli anni “commerciali” di Bowie sono fondamentali per capire il suo percorso artistico e gli album a venire, oltre che aver regalato alla storia musicale brani imprescindibili.
“Loving the alien 1983-1988” propone i live in doppio cd “Serious moonlight ‘83” e “Glass spider ‘87”, un disco di brani remixati, un doppio best of chiamato “Re:call”, le versioni rimasterizzate degli album “Let’s dance”, “Tonight”, “Never let me down”, e (chicca delle chicche) la nuova versione di “Never let me down” tanto sospirata da Bowie e ora finalmente pubblicata. Questo box non è solo un progetto dedicato ai fan del Duca Bianco, ma indirizzato a chiunque voglia approfondire una fase storica della cariera di uno degli artisti più influenti e importanti della storia della musica.
Lady Gaga & Bradley Cooper
A STAR IS BORN SOUNDTRACK

Interscope
Quando nel 2016 usciva l’album “Joanne”, non potevamo immaginare che quel nuovo percorso musicale di Lady Gaga, che abbandonava la dance a favore di uno stile orientato al country, potesse fare il paio con un nuovo capitolo discografico “gemello” di quell’album: questo gemello è proprio la soundtrack del film A star is born che, oltre a vedere una Lady Gaga talentuosissima attrice (si parla di candidatura ai prossimi Oscar), vede l’artista anche autrice delle musiche della pellicola. Se nel film si scopre una musicista bravissima a fare l’attrice, nella soundtrack si scopre un Bradley Cooper convincente cantante, che intreccia insieme a Lady Gaga l’interpretazione di brani a metà tra musical, sentimento, atmosfere vintage, country, e qualche spruzzo di contemporaneità. Questo lavoro può essere quasi considerato un nuovo lavoro di Gaga, in attesa del prossimo capitolo discografico, e allieta l’ascolto con vere e proprie perle, come il singolo “Shallow” e il bellissimo brano “Always remember us this way” che ci mostra una Lady Gaga davvero convincente ed emozionante.
Robyn
HONEY

Universal
Attesissimo ritorno sulle scene musicali per Robyn. La cantautrice svedese, salita alla ribalta internazionale con l’album omonimo del 2005, che univa l’electro al pop e alla dance, aveva pubblicato il suo ultimo album in studio, concepito come un trittico, nel 2010. Da allora solo alcune collaborazioni tra le quali quella con i fidati Royksopp. Finalmente “Honey” rappresenta un nuovo capitolo nella discografia targata Robyn, ed ha una genesi tutt’altro che facile. Infatti, gli ultimi anni hanno rappresentato per la cantautrice un momento difficile, fatto di delusioni e di distacco, in particolare quest’ultimo dovuto alla scomparsa del caro amico e collaboratore Christian Falk. “Honey” è un diario, ripercorso in rigoroso ordine cronologico, del percorso emotivo della cantautrice, percorso fatto di consapevolezze più che di commiserazione, di analisi e di voglia di risorgere dalla tristezza, dove le ormai consolidate atmosfere dance, tipiche della musica di Robyn, si fanno dolci e delicate, e i suoni a tratti onirici e dilatati si aggrovigliano attorno a ritmi ipnotici che ricordano in più episodi la musica degli anni 80 e 90. In questo nuovo lavoro, Robyn mostra senza filtri le proprie emozioni, i propri timori, e lo fa per esorcizzare le paure con una musica ottimista. “Honey” è l’esempio che “dance” non è solo sinonimo di musica da ballare, ma può avere, come in questo caso, un significato emotivo davvero profondo. Davvero bentornata, Robyn!
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Stefano

novembre 3rd, 2018

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